“In viaggio” con i Krikka Reggae

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Abbiamo avuto il piacere di ascoltare il nuovo album dei Krikka Reggae, “In viaggio” ecco di seguito cosa ne pensiamo.
Sognano di viaggiare ma restano molto attaccati alla loro terra d’origine i Krikka Reggae. Sono lucani ed il riferimento alla loro regione è presente praticamente in ogni pezzo, molti dei quali sono cantati in dialetto. Così come i Sud Sound System con “le radici ca tieni” testimoniano il loro attaccamento al “salentu”, loro cantano della Basilicata, della sua bellezza inesplorata della sua ricchezza storica ma anche dei suoi pozzi di trivellazione.
A proposito di petrolio, c’è una canzone dell’album che parla proprio di questo aspetto della Basilicata. Il brano, onomatopeicamente si chiama Royalties e rappresenta un punto di vista particolare, oggi minoritario in Basilicata, di chi ritiene che i pozzi di petrolio abbiano sì portato ricchezza e lavoro ma che questi siano solo specchietti per le allodole che coprono una vera e propria schiavitù di cui non si conoscono i lati più oscuri, come quelli legati ai danni che subisce la salute umana da questo tipo di lavorazioni.
Il disco può piacere agli amanti del reggae classico come ai più instancabili frequentatori delle dance hall. C’è un po’ di tutto infatti: dalle sonorità quasi Marleyane a ritmi coinvolgenti simili a quelli sparati a tutto volume nel centro Italia da Brusco.
Le sonorità tipicamente allegre e scanzonate, però, non equivalgono ad un disco leggero: la rabbia contro quelli che vengono considerati soprusi e verso un mondo che non va nel verso in cui si desidererebbe, esce fuori in molti pezzi, viene cantata, resa melodia ma traspare in tutta la sua durezza.
L’attaccamento alla propria terra è fortissimo: lo dimostra anche il pezzo, che dà il nome al titolo, “In viaggio”: partire senza una meta, godendosi il tragitto con le persone giuste, senza falsità e con un poco di pazzia. Obbiettivo? Conoscere nuove culture e nuove realtà, per tornare poi a vivere e combattere nella propria terra, cantata anche questa volta in dialetto. Lo stile reggae, d’altra parte, è questo: rispettare l’altro, il diverso, conoscerlo ed apprezzarlo, ma nello stesso tempo non abbandonare mai la propria tradizione le proprie radici, la propria storia. Certo un compromesso è stato fatto: si canta tutto ciò con sonorità provenienti dalla lontana Jamaica e non con i balli tradizionali lucani ma un po’ di contaminazione bisogna pur metterla in conto.

I Krikka Reggae: la band nasce nell’estate 2001 in occasione di feste e dance hall, in Basilicata, sulle spiagge della costa jonica. L’uso del dialetto bernaldese e la rielaborazione della musica giamaicana sono elementi che generano un impulso creativo spontaneo nei ragazzi della Krikka Reggae che, in pochissimo tempo, riescono a comporre un consistente repertorio di brani originali da suonare dal vivo.
Nei primi anni di attività il gruppo matura notevolmente e i risultati sono tangibili. Nel 2004, si aggiudica l’Italian Reggae Contest – promosso dal Rototom Sunsplash – come migliore gruppo reggae emergente italiano. Nel corso dell’estate suona in diversi festival precedendo i concerti di importanti artisti nazionali ed internazionali (Buju Banton, Sud Sound System, Bandabardò, Africa Unite, Junior Delgado). Nello stesso anno, tra le band selezionate in ogni regione di Italia, vince il premio Fondazione Arezzo Wave Italia consistente nella coproduzione e nella distribuzione di un disco.
Il primo album della Krikka Reggae esce a maggio 2005 (Ondanomala Record/Arezzo Wave distr. Edel). Il titolo è una chiara dichiarazione d’intenti “Da mo’ s’aval”, che in dialetto bernaldese vuol dire “adesso si fa sul serio”. Il tour 2005/2006 registra consensi ovunque, offre l’opportunità al gruppo di avere visibilità sui media nazionali e di esibirsi davanti a grandi platee (Arezzo Wave, Rototom Sunsplash, Salento Summer festival, Pollino Music festival, l’Acqua in testa, Istria in Reggae) .
A novembre 2006, il gruppo dà inizio alla collaborazione con l’etichetta Etnagigante di Roy Paci che cura la supervisione artistica del secondo disco, “Na’ soluzion” (Etnagigante/V2 distr. Universal). Il disco, pubblicato a giugno 2007, vede la partecipazione dello stesso Roy Paci alla tromba e all’arrangiamento della sezione fiati dell’intera produzione e nel brano “Strategia della Paura”, di Don Rico e Terron Fabio, voci dei Sud Sound System. L’album è recensito positivamente su varie testate nazionali ed è in rotazione radio in tutta la penisola; il videoclip del singolo “Na Storia” è trasmesso su All Music e gode di un’ampia diffusione sul web; in estate la band è ospite in diretta tv su Rai 2. Il tour di presentazione dell’album caratterizza la seconda parte del 2007 e tutto il 2008.
La Krikka Reggae, in occasione di festival di interesse nazionale ed internazionale, si esibisce nello stesso contesto di artisti come Joe Zawinul, Skatalize, Bad Manners, Roy Paci & Aretuska, Elio e le storie tese, Caparezza, Morgan Heritage, Capleton.
A settembre 2008, la band suona a Brasov in Romania, in eurovisione sulla principale rete nazionale, in qualità di ospite del Cerbul de Aur .Dall’inizio del 2009 il gruppo è stato impegnato sia in tour che nella produzione del terzo album Nel 2010 La Krikka partecipa al film Basilicata coast to coast di rocco Papaleo nel post scriptum del fortunato film dell’attore regista lucano, reinterpretando il famoso brano Basilicata on my mind
Il terzo album “Liberati” uscito a marzo 2011 (Etnagigante Ingegni- distr. Goodfellas), annovera la partecipazione di Roy Paci, Bunna (degli Africa Unite), Nando Popu (dei Sud Sound System), Mama Marjas, Macro Marco, Franziska. Rankin’ Lele & Papa Leu, Hubu, Tonico 70 ed è considerato tra i migliori album reggae dello stesso anno.