SOLO CAMPA, in “Autoscuola” con l’artista. L’intervista

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AUTOSCUOLA è il nuovo singolo di SOLO CAMPA, disponibile dal 3 novembre per Futura Dischi. Dopo i primi due brani Dubbimai e 50+, il progetto solista di Davide Campagno si rinnova con atmosfere notturne, delicate, ma capaci di delineare un’urgenza artistica tracciata dal testo e dal climax musicale finale.

  1. Ciao Solo Campa, è da poco uscito “Autoscuola”. Tu all’autoscuola ci sei andato? Un aneddoto simpatico a riguardo? 

Ciao, 

Io all’autoscuola ci sono andato e mi ci hanno pure bocciato. 

L’aneddoto tristemente divertente potrebbe essere proprio quello, ovvero dopo aver passato la teoria con due errori e quindi avere già la patente in tasca, sono caduto nel tranello dell’esaminatore esterno che mi ha detto di andare dritto in una strada a senso unico.

E io ovviamente l’ho fatto.

 

2. Scherzi a parte, immagino che l’autoscuola sia un simbolo di un’età e un periodo della vita. È così? Che ricordi hai di quel periodo e cosa ti manca di più di quegli anni?

Si esatto, con “Autoscuola” volevo proprio sintetizzare una certa parte della vita. Quella parte di vita dove non hai una meta fissa e quindi sei bravissimo a perdere tempo, e io in quello sono sempre stato un professionista. 

I ricordi più lucidi di quegli anni sono sicuramente quelli della “finta ribellione” e quelli degli amori finiti male. Forse per quanto posso criticare quel periodo, allo stesso tempo però è anche uno dei miei periodi preferiti, proprio per gli stessi punti che lo penalizzano, una sorta di odio amore diciamo.

3. Come è nato il brano?

Il brano è nato a novembre 2020. Avevo un loop di chitarra che mi attraeva e allo stesso tempo mi continuava a girare in testa l’immaginario dell’autoscuola, così in un pomeriggio di novembre l’ho scritta e registrata, ma era ancora molto diversa da quella che avete sentito voi.

Poi con Lemandorle e Macs ho lavorato alla produzione e alla direzione sonora del pezzo. Il tutto è stato confezionato, mixato e masterizzato da Michele Nicolino. 

E alla fine, ecco “Autoscuola”.

4. C’è qualcosa che dal tuo punto di vista, che lo hai scritto, lo differenzia dagli scorsi singoli? 

Forse la spontaneità di come è venuto fuori rispetto ai testi delle precedenti canzoni.

In meno di trenta minuti il testo era li, questo perché le immagini descritte all’interno erano li che spingevano per uscire. Ecco forse in questo pezzo c’era un’esigenza più forte, non che nelle mie canzoni passate non ci fosse stata, però questa volta come in rare altre occasioni l’esigenza era considerevole. E forse questa è la grande differenza tra questo e i miei recenti pezzi pubblicati.

 

5. In un mondo di playlist e selezioni, quale posto vorresti che avesse la tua musica?

Purtroppo o per fortuna dove va a finire la nostra musica non lo si decide mai.

Le playlist in un mondo dove c’è sempre più domanda musicale sembrano l’unica cosa che conta e dal lato commerciale sicuramente sarà così. 

L’unico modo per sconfiggere la frustrazione da “non-playlist” è fare qualcosa che piace a “te” in prima persona e andare avanti per la tua strada.

In questo caso “Autoscuola” è stata inserita in “Indie Triste” di Spotify e questo sicuramente è un buon risultato soprattutto per chi ci ha lavorato e a voluto investire del tempo per il mio progetto. Però la ricerca artistica va oltre ogni playlist editoriale e deve partire da te in prima persona senza aspettarsi nulla da nessuno. Scrivere canzoni è un po come andare dallo psicologo e se lo fai con lo scopo di conoscerti sempre meglio allora stai sicuramente facendo la scelta giusta, indipendentemente dall’attenzione delle playlist editoriali.

L’articolo SOLO CAMPA, in “Autoscuola” con l’artista. L’intervista proviene da Musicisti Emergenti.