ONDA | Intervista alla rock band emergente

Come promesso nell’anteprima di Domenica scorsa, oggi vi facciamo conoscere una band molto particolare, che unisce il rock progressivo con i ritmi più esotici della musica sudamericana e africana, dando vita ad un genere chiamato Timba-Rock Galattico. Stiamo parlando degli Onda, gruppo composto da quattro elementi la cui unione ha dato vita a un forte spirito creativo e innovativo, non solo dal punto di vista meramente musicale, ma anche da quello della praticità, ridando dignità al ruolo dei musicisti e di tutti gli strumenti. Parliamo direttamente con loro per scoprire di più sulla loro musica, la loro storia, i loro progetti e, soprattutto, le loro idee.

onda

  • Parlateci un po’ del vostro gruppo, com’è nato? Chi sono i componenti?
    Il gruppo ONDA, nella sua formazione attuale, nasce nell’inverno 2014/2015. I componenti sono Daniele Epifani (chitarra, voce), Ivo Barbieri (basso, voce), Antonio Vilardo (percussioni, voce) e Alessandro Ferrari (batteria), tutti musicisti che hanno suonato e tuttora suonano con diverse formazioni dai più disparati generi.
    Il progetto, ispirato dalla collaborazione con vari artisti italiani, latino-americani e africani, è tuttavia maturato nel corso di vari anni, prima ancora che la formazione definitiva fosse fondata, e unisce le sonorità psichedeliche del rock e la cantabilità del pop con le ritmiche africane, cubane e brasiliane, in un linguaggio musicale completamente nuovo, che finalmente trova il suo coronamento nella formula stilistica di questo rivoluzionario quartetto, recentemente formato. La formula ONDA consiste in un sound che mette in primo piano ognuno dei quattro strumenti musicali utilizzati (chitarra elettrica, basso elettrico, percussioni, batteria) e reinventa le tecniche espressive di ciascuno strumento, trascendendole, per raggiungere la pienezza di un’orchestra pur trattandosi di un quartetto, e realizzando la magia del suono rock pur utilizzando una fraseologia di matrice africana. Gli ONDA definiscono questo nuovo connubio musicale Timba Rock Galattico. Le voci sono anch’esse protagoniste ma senza oscurare la musica, come purtroppo spesso succede in Italia e nel pop in generale. Anche la tendenza, tipica italiana-sanremese, di concentrare l’attenzione sul cantante, relegando i musicisti al ruolo di tournisti più o meno anonimi, negli ONDA è totalmente assente.
  • Da cosa nasce il nome “Onda”?
    Tutto è onda. Ad un livello microcosmico le particelle sub-atomiche sono onde, ad un livello macrocosmico la spirale galattica è costituita da due gigantesche onde di densità che si uniscono nel centro della galassia (come rappresenta la O del logo della band). La stessa musica del gruppo è un’onda che fa ballare, cantare, sognare, e ponendosi in sintonia con le onde microcosmiche e macrocosmiche che sono dentro e attorno a noi, favorisce la connessione col centro divino galattico, aprendoci ad una prospettiva che risveglia la nostra natura di esseri stellari: per questo si chiama Timba Rock Galattico.
  • Di cosa parlano le vostre canzoni?
    I testi sono in italiano (perché cantare nella propria lingua “nativa” ha un potere magico unico) e trattano del risveglio spirituale planetario e della nuova era della Noosfera (come definita da vari filosofi all’avanguardia, tra cui José Argüelles, fondatore dell’Istituto di Ricerca per la Legge del Tempo e del movimento di pace per il calendario 13 Lune). Inoltre, cosa assai bizzarra, i testi sono scritti in ortografia UWU, un nuovo sistema di scrittura corrente, applicabile a tutte le lingue umane (sviluppato dopo un’attenta ricerca fonetica dallo stesso chitarrista del gruppo, D. Epifani). L’estate di cui si parla in “ANELITO ESTIVO” o l’aurora di “ASPETTANDO L’ AURƆRA”, sono metafore di un Nuovo Tempo che è già qui ed ora, come conferma il brano “ORA TU SƐI KWA”, a patto che si superino i limiti del dualismo e si acceda alla propria vera identità, l’Uno. In certi brani i testi possono apparire semplici e quasi banali, in altri, incredibilmente profondi: tutto dipende dall’ascoltatore. In ogni brano c’è un significato superficiale comprensibile da chiunque ed un significato esoterico celato ai più, visibile nella sua profondità solo da chi sa guardare oltre il velo. Nelle canzoni degli ONDA la musica è stata sempre composta per prima, e le parole sono venute in seguito, come semplici didascalie di melodie che già autonomamente esprimono il messaggio più profondo dei brani stessi.

 

 

  • Ci sono artisti a cui vi ispirate per comporre la vostra musica?
    Il segreto per creare un genere musicale nuovo è abbattere i legami con i maestri che ti hanno aiutato a crescere, e connetterti con l’unico e solo vero maestro, il divino che è in te: questo è ciò che hanno fatto tutti i grandi. Di maestri ne abbiamo avuti tanti, come del resto qualunque musicista, ma alla fine abbiamo trovato una via che ci permette di trascenderli. Ci piace dunque lasciare l’ascoltatore libero di fare tutte le associazioni che vuole: c’è chi vede nella nostra musica Jimi Hendrix, Santana, i Police, gli U2, Paul Simon, i Phish, Wayne Krantz, c’è chi nota similitudini con artisti cubani, che hanno sviluppato il genere musicale “timba” (un misto di salsa, rumba e funk), quali Los Van Van, Irakere, N.G. La Banda, Paulito F.G., Klimax, e c’è chi nota dei richiami perfino col nostro indimenticabile Pino Daniele. Ma poi è bellissimo vedere alla fine l’ascoltatore giungere alla conclusione che si tratta di un genere nuovo che non esiste. L’umiltà è la più preziosa guida del musicista dopo l’orecchio, dunque, lungi da noi l’idea assurda di essere migliori di altri o chissà chi, semplicemente siamo unici, come è giusto che sia ogni vera band. Dunque un ascolto spontaneo aiuterà ad apprezzare la bellezza della nostra musica, certamente più di un ascolto limitato dalla smania mentale di “etichettarci” con cose “già note”.
  • Parlateci un po’ dei vostri lavori più recenti e di come sono stati portati avanti: si tratta di lavori autoprodotti o avete un’etichetta alle spalle?
    Grazie alla collaborazione con la visionaria etichetta Fontana Indie Label, gli ONDA sono in studio dall’estate 2015 per realizzare il loro primo disco, intitolato Apertura a spinta, che include tredici brani, di cui dieci cantati e tre strumentali, tutti accordati sul La 432hz (più naturale e psichedelico del convenzionale 440hz). Questo LP sfiora in tutto i 70 minuti, e la durata media dei brani (5:33 minuti) supera decisamente gli standard attuali, riallacciandosi ad una tradizione tipica del rock dell’era d’oro da un lato, e della timba cubana dall’altro. L’etichetta ci sta aiutando in modo decisivo a definire il sound e gli arrangiamenti dei brani nel modo più coerente e vincente possibile, stimolando la creatività e l’originalità del gruppo.

  • E avete già in mente altri progetti dopo l’uscita dell’album?
    Attualmente siamo impegnati nella realizzazione del primo disco, al quale ne seguirà la promozione. Stiamo lavorando per far fiorire il nostro stile musicale, in modo da dar voce ad un linguaggio nuovo che unisce la spiritualità del Cielo con il potere vitale della Terra. Per questo ci piace includere nella nostra musica anche melodie in stile medio-orientale e indiano, come già accade nel nostro brano TCELO, e come storicamente già facevano i Beatles e i Rolling Stones. 
  • Quali sono le vostre aspirazioni per il futuro?
    Ovviamente ci piacerebbe condividere la nostra musica col maggior numero possibile di persone.
  • Credete sia difficile farsi strada in Italia?
    Stiamo vivendo un periodo di crisi planetaria in cui tutto è difficile ovunque, il che è inserito in un disegno cosmico di evoluzione della coscienza. Ma siamo su questo pianeta proprio per affrontare questa crisi, il cui superamento si realizzerà, presto o tardi. Anche gli artisti, nel loro piccolo, hanno un ruolo fondamentale in questa direzione: la fede porta al successo, il dubbio e la paura al  fallimento
  • Quali difficoltà avete incontrato lungo il vostro cammino?
    La maggiore difficoltà riscontrata finora è di registrare un disco così ricco di spunti artistici e dettagli, dovendo rientrare nei tempi artificiali dell’orologio e del calendario gregoriano. Ma tutto ciò fa parte del gioco: non a caso questo primo disco si chiama Apertura a spinta. La sua realizzazione ci sta davvero forgiando artisticamente. Un’altra difficoltà abbastanza rilevante è stata quella di liberarsi di molte abitudini stilistiche degli artisti che ci hanno fatto crescere per giungere ad una formula nuova e coerente. Per esempio la scelta più ardua da prendere fu l’esclusione di strumenti tipici della tradizione cubana, quali piano, fiati, timbales, i quali avrebbero offuscato la nostre origini rock trasformandoci in brutte copie di bands cubane. Questa esclusione ci ha stimolato a reinventare il linguaggio di chitarra, basso, percussioni e batteria creando un nuovo tipo di rock, la cui componente africana (storicamente già presente nel rock) è stata ravvivata dalla fraseologia “in clave” tipica della musica afro-cubana.
  • Con quali artisti sognate di condividere il palco in futuro?
    Il futuro, come il passato, è un’illusione della mente, esiste solo il presente, dunque, un passo alla volta.
  • Raccontateci uno dei ricordi più belli legati alla vostra carriera.
    Quella volta in cui prima di salire sul palco per il nostro primo concerto ci siamo scritti sulle braccia le parole “libertà” e “verità”. Ma c’è anche un altro ricordo molto bello, precedente la fondazione della formazione attuale: quando con la vecchia formazione abbiamo inaugurato il 21 dicembre 2012 col brano “LA MILYORE POSSIBILITA” in un concerto dedicato appunto alla chiusura del precedente ciclo storico planetario e all’inizio della nuova era.

 

 

In un panorama musicale particolarmente piatto e ripetitivo come quello italiano, che segue le mode, che rincorre il successo a tutti costi (senza ottenerlo, molte volte), che snatura la spontaneità e la naturalezza della musica, gli Onda sono una piacevole scoperta e una bella sorpresa. Augurandoci di incontrare altre band come loro e di sentir parlare degli Onda in futuro, vi invitiamo a seguirli sulla loro pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle loro nuove release.
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