Anteprima di Mercoledì | L’intervista al rapper emergente SJ

Dopo il rock dei The Dark Shines e il Rap/Nu Metal di Ice, Mercoledì vi faremo conoscere un altro rapper, SJ. Il suo vero nome è Carmelo Petraschi, si è avvicinato al rap e all’hip-hop a soli dodici anni; decisivo, in questo, è stata la visione del film 8 mile, del noto rapper americano Eminem. E così quello che all’inizio sembrava essere un gioco, è diventata col tempo una vera passione, ed oggi SJ si avvia a diventare una promessa della scena rap italiana.

 

 

Ho 22 anni e vengo da Catania. il mio legame con la musica è iniziato cosi: ho iniziato a provare a scrivere i primi testi da bambino, avevo dodici anni, da quel momento ho iniziato a sentire dentro me una forza incredibile, iniziai molto presto ad approcciare con le metriche, i flow e tutto il resto. Mi accorsi che ciò che stavo facendo fosse un qualcosa di molto naturale, e con molta facilità riuscivo a parlare di argomenti semplici o complessi riuscendo ad abbinare ai miei concetti contenuti molto accurati abbinando una buona tecnica di rhyming e flow sempre vari. La mia indole molto sensibile mi portò a scrivere parecchie poesie e l’approccio ancora più specifico con la metrica ebbe inizio proprio in quel momento, capii, tramite la scuola, come funzionava la metrica, ma il rap mi portava ad averne una tutta mia grazie all’approccio musicale con le varie strumentali. Col passare degli anni sono cresciuto rappando in strada anche tramite il freestyle, ho giocato poco col rap, l’ho fatto giusto per pochi giorni, il tempo che serviva a capire che mi faceva stare bene.

 

Per sapere di più su di lui e sulla sua musica non perdete l’intervista completa di Mercoledì 15 Luglio.
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