“Gita per bambini” il nuovo album Fede & gli Infedeli

“Gita per bambini” (prodotto da Zero-Fi Records) è il nuovo album di Fede & gli Infedeli, gruppo toscano fondato dall’eclettico musicista e compositore Federico De’ Robertis. Il disco, disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming, contiene tredici tracce in stile retrò che uniscono generi musicali diversi. Note Spillate ha incontrato Federico tra musica innovativa, cinema e due tracce “ecceziunali veramente”.

“Gita per Bambini” è un piccolo viaggio tra i generi musicali. Ma come mai “per bambini”?
Perché il nostro approccio alla musica è un po’ naif, bambinesco e perché come su un immaginario trenino di Disneyland veniamo trasportati di canzone in canzone, da un “mondo” all’ altro. Ci piace sottolineare che differentemente da un gruppo come Elio e le storie Tese (che peraltro stimiamo ed ammiriamo), il nostro atteggiamento non è “parodistico”, alla Zappa per intendersi, ma anzi interpretiamo ogni genere musicale come se fosse l’unico da noi praticato, salvo passare nel brano successivo, citando Monty Python, a “qualcosa di assolutamente differente”. Ecco forse come in quel delirante lungometraggio degli anni ’70 nel nostro progetto il vero “fil rouge” è proprio l’ascoltatore che decide di ascoltarsi tutto il disco.

Da dove nasce il nome del suo gruppo?
Ci piaceva mettere in contrasto la parola Fede (diminutivo del mio nome o sinonimo di Credo religioso) con la parola “Infedele” che può essere riferita alla Religione, alla vita coniugale ma anche alla coerenza, in questo caso musicale..

Lei ha lavorato con molti registi. Quanto la emoziona sentire e vedere il suo lavoro sul grande schermo?
Come può immaginare moltissimo, ancora oggi a distanza di vent’anni quando esco dalla sala dove si è svolta l’anteprima mi dico che sono un uomo davvero fortunato, visto che mi pagano per fare una cosa che farei anche gratis.

Diego Abbattantuono è autore di due canzoni del suo nuovo album. Com’è lavorare con lui?
Con Diego siamo amici dal 1982. Oltre che un grande artista è anche una persona fantastica, sempre pieno di entusiasmo per tutto quello che fa. È anche autore di due canzoni del mio nuovo album.

“Il musicista” è un brano che passa dalla critica del musicista provinciale all’autocritica. Mi da tre aggettivi per il “musicista perfetto”?
Escludendo talentuoso, la naturale premessa, direi Umile (la maiuscola è dettata dall’artista stesso ndr.), onesto, curioso.

Sta lavorando alle colonne sonore sia del prossimo film di Salvatores, “Il Ragazzo Invisibile” e del suo documentario che girerà il 26 di ottobre. Come sono nate queste opportunità?
Con Gabriele c’è un rapporto artistico e professionale pluri- ventennale, dato che ho cominciato a lavorare con lui nel 1991 per Puerto Escondido. Tra di noi c’è una bella amicizia. Lui sa che quando ha bisogno di certe cose io sono pronto a realizzarle, diciamo che sono il suo musicista “a chiamata”.

Come mai avete scelto “Il frutto proibito” come singolo?
Perché ci piaceva sottolineare il concetto di libertà che viene fuori dalla canzone: “sentiti libero di vivere la tua sessualità, affermandola al mondo (anche se hai una certa età)”

Tre aggettivi per descrivere il vostro album.
Eterogeneo, caldo, sorprendente.

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