Highope, intervista al rapper pugliese emergente

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Vi abbiamo anticipato qualcosa nell’anteprima di Lunedì, e adesso è arrivato il momento di conoscere meglio Highope, giovanissimo rapper pugliese, il primo intervistato di Settembre per la nostra rubrica dedicata alla musica undergorund e ai giovani artisti in rampa di lancio. Lasciamo a lui la parola e lasciamoci raccontare come nasce la passione per il Rap e di come portare avanti questa passione, nonostante le difficoltà e l’impegno richiesto.

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  • Parlaci brevemente di te e del tuo legame con la musica.
    Sono Fabio Magrone, in arte Highope, ho sedici anni e vivo a Bari. Il mio legame con la musica è iniziato fin dalla nascita; mia madre la sera mi faceva addormentare con canzoni italiane di grandi artisti come Renato Zero e Mina, ma questo legame si è consolidato all’età di 11/12 anni quando ho iniziato ad ascoltare il Rap mediante alcuni miei amici. Il primo brano in assoluto che ho ascoltato è stato Parole di ghiaccio di Emis Killa,un artista molto criticato e allo stesso tempo tanto apprezzato. Da allora ho iniziato ad ascoltare altri brani di quel genere musicale nel quale mi rispecchiavo molto.
  • Quali argomenti tratti più spesso nei tuoi testi?
    Anche se cerco di trattare sempre argomenti diversi, non nego che l’argomento che riesco a trattare meglio è l’amore. Sarà perché nell’età adolescenziale è quel sentimento che ti colpisce più di qualsiasi altra cosa, sarà perché sono impegnato da tempo, ma ogni testo che parla d’amore è per me un cavallo di battaglia.
  • Cosa pensi dell’incredibile diffusione che il Rap sta conoscendo in Italia negli ultimi anni?
    Io la vedo come una cosa altamente positiva. Anche portare il Rap in televisione non la vedo come una cosa ingiusta che va contro delle leggi dell’Hip-Hop, a mio parere inventate dai fan dell’old-school. Il rap è musica, può essere espressa in qualsiasi modo ed è sempre da apprezzare.
  • Pensi sia difficile emergere in Italia?
    Sicuramente sì, in Italia ci sono migliaia e migliaia di emergenti molto validi. Il trucco sta nel portare qualcosa di diverso dagli altri e non copiare artisti già conosciuti, altrimenti si finisce anche per essere screditati.
  • Finora quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato?
    Sicuramente la difficoltà maggiore è far ascoltare a più gente possibile i tuoi lavori, poiché senza sponsorizzazione a pagamento non si riescono ad ottenere grandi risultati. L’altra grande difficoltà è realizzare un video musicale professionale. Non che non ci siano videomaker in circolazione, sia chiaro, ma tutti fanno richieste di 400/500 euro a video che per un ragazzo della mia età, che vive con sua madre la quale guadagna uno stipendio misero nonostante faccia un lavoro davvero tosto, sono cifre pazzesche.
  • Parliamo un po’ dei tuoi ultimi lavori adesso…
    Fino ad ora ho realizzato solo un EP dal titolo Sogni Nocivi, che mi ha dato molte soddisfazioni nonostante sia molto semplice e privo di effetti particolari. Quello che sto realizzando adesso è sicuramente un bel lavoro, Si chiama Sfoghi su carta e sarà il nuovo album in uscita ad Ottobre, ovviamente in free-download! In questo album c’è davvero tanto su di me, chi mi conosce sicuramente lo capirà, e inoltre ho deciso di inserirci tre cover di pezzi Rap, un po’ per fare un tributo agli artisti che ascolto nelle cuffiette per gran parte della mia giornata.

 

 

  • Ti auto-produci completamente?
    Sì, e ci sono dei pro e dei contro a riguardo. Sicuramente auto-prodursi ti dà molta libertà su ciò che fai ma allo stesso ti fa lavorare il doppio, perché devi contare solo su te stesso e sulle tue forze.
  • Hai già altri progetti in cantiere? 
    Attualmente sto concludendo l’album, come ho già detto prima. In futuro spero di organizzare più eventi possibili, almeno nella mia zona, in modo tale da creare una piccola fan-base e farmi conoscere dalle mie parti.
  • Raccontaci uno dei ricordi più belli legati alla tua carriera di musicista.
    Avendo appena iniziato la mia carriera di musicista non ho tanti ricordi, ma sicuramente il più bello è stato il primo contatto con il microfono e la prima registrazione in cameretta. Nonostante non sapessi ancora mixare e masterizzare una canzone ero davvero gasato per ciò che facevo e lo sono tuttora, ancora più di prima! E se la musica non diventerà il mio lavoro di certo sarà la mia passione per il resto della vita.

 

 

Ringraziamo Highope per averci concesso questa intervista e averci raccontato il suo punto di vista oltre ad averci fatto conoscere la sua passione. Come molti altri rapper della sua età, dimostra di avere le idee molto chiare, e questo è fondamentale per portare avanti la propria carriera.
Se volete continuare a seguire Highope, potete farlo tramite la sua pagina Facebook, il suo canale Youtube o tramite i profili su Twitter e Instagram, o consultando il suo sito web.

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