Rap emergente | Intervista al rapper toscano SICKZ



Come anticipatovi nell’anteprima di Domenica scorsa, oggi vi facciamo conoscere Alessandro Costanzo, un giovane rapper emergente toscano conosciuto col nome di Sickz. Alessandro scrive e produce Rap Horrorcore dal 2013 e ha pubblicato il suo primo vero album lo scorso anno. Lasciamo che sia egli stesso a raccontarci di più (e ha parecchio da dire!), permettendoci di conoscerlo meglio e di scoprire quali idee e quali storie si nascondono dietro la sua musica.

ale costanzo

  • Parlaci un po’ di te, della tua passione per la musica e di quando e perché hai deciso di costruirci su una carriera vera e propria.
    Il mio nome è Alessandro Costanzo, in arte Sickz, classe 1996. Ma della mia vita privata non ho mai detto molto quindi per ora mi fermo qua.
    Per quanto riguarda il mio rapporto con la musica, tutto è iniziato circa dieci anni fa, quando in TV passavano Caparezza (Fuori dal Tunnel) e Marcio (Dentro alla Scatola). Da quel momento in poi focalizzai bene il genere musicale che poi ho coltivato con passione durante gli anni. Mi innamorai in un primo momento del primo tra i due, scaricando e masterizzando poi “Verità Supposte” che ascoltavo fieramente nel mio lettore CD. Poco dopo di Marcio feci lo stesso, con i pezzi come “Brucia Marcio Brucia”, “Non so volare”, “Questi Fantasmi”.
    Non ascoltavo però solo Rap/Hip-Hop, ma variavo anche con il NuMetal, Rock e pianoforte. Ho sempre pensato che per apprezzare davvero la musica si dovrebbe sentire un po di tutto tant’è che, tutt’ora, ascolto veramente tutti i generi (tranne la roba elettronica tipo tecno House o altro, mai sopportata).
    Comunque, poco più tardi conobbi anche Fabri Fibra di cui presi la copia fisica di Mr. Simpatia e Bugiardo che continuavo a sentire in gita con la scuola o in auto con i miei. Intanto ascoltavo anche i Linkin Park (amavo One Step Closer e Faint), gli OASIS, Guns and Roses, Metallica (che mi passava un amico con il vecchio Bluetooth). Il tempo poi passò e io crebbi con questi artisti che mi lasciavano dei segni addosso, a volte mi capitavano cose che collegavo a rime che sentivo. Lentamente mi ritrovavo sempre di più in quelle barre che scrivevano.
    Nel 2012 conobbi uno degli artisti che mi sconvolse la “vita musicale” ovvero Kill Mauri. Per caso un amico mi linkò “Va bene così”, e da lì iniziai a scoprirlo sempre di più fino a trovare anche “Analfabeta” che mi portò a scaricare l’album “Buonanotte Giacomino Vol. 1”. Non so cosa avesse di diverso ma qualcosa mi aveva davvero colpito. Lo stesso anno invece un’altro artista mi sconvolse ulteriormente, mio cugino mi linkò “Stage Dive-In RMX” di Salmo che mi prese sin da subito per la base forse o per la voce incazzata. Non ne ho idea. Ma con lui feci lo stesso che con Mauri, scaricai il suo LP (Island of Chainsaw Massacre) scoprendo che il rap non era fatto solo di certe basi ma che si poteva spingere ancora oltre, che ero stereotipato, ma Salmo mi strappò via questa idea vecchia che avevo. Conobbi successivamente anche En?gma ed El Raton della Machete Production.Da quel momento fino al 2013 seguii questi artisti, insieme a quelli che seguivo precedentemente e mi avvicinai molto anche ad altri emergenti e rapper underground (Madman ad esempio fu molto importante).
    Lo stesso anno, registrai per gioco una traccia a casa mia e siccome vedevo che mi piaceva farlo, che mi divertiva, continuai fino a pubblicare il mio primo “album” grazie a vari consigli da parte di Corander (mio vecchio amico che fu indispensabile e ancora oggi mi è vicino in questo percorso). Lo registrai con una webcam e non mixavo neanche, quindi lascio immaginare lo schifo che fu. Un flop clamoroso ma che mi servì tantissimo per allenarmi, imparare ed entrare in quel “mondo”. Fu la prima fase del mio percorso.

 

 

  • Un bel percorso quindi! E di cosa parli, principalmente, nelle tue canzoni?
    Nei miei testi parlo maggiormente dei cazzi miei. Nel senso, con il tempo quello che faccio diventava sempre più un bisogno. Sono diventato dipendente dal Rap: c’è chi scrive il suo diario personale, chi ne parla alla mamma, chi con il proprio migliore amico. Io invece avevo quel microfono che mi ha sempre dato molto “affetto”, come se in questo modo mi sentissi davvero ascoltato da qualcuno e, può sembrare assurdo, ma diverse persone che non mi hanno mai ascoltato hanno poi capito davvero quello che dicevo loro solo tramite le canzoni.
    Tratto quindi di come mi sento in relazione con gli altri o di come percepisco la realtà che mi circonda. Sono sempre stato in difficoltà con persone che non conosco e difficilmente riesco a sciogliere subito il ghiaccio, mi viene difficile raccontare di questo mio hobby, soprattutto. Forse perché lo prendo quasi come un diario “segreto”. O forse sono semplicemente pazzo.
    Parlo di come mi sento quando qualcuno mi parla molto spesso, della falsità che vedo nei loro occhi che guardano me. Mi sfogo raccontando qualche fatto personale che mi ha fatto girare i coglioni. Dico le ingiustizie che subisco durante le giornate o che vedo subire agli altri. Come tematiche spazio molto e mi piace.
    Non nego di aver scritto qualche tamarrata o cazzata, però una volta che stai dentro cerchi un po’ di accontentare anche chi sente e non ascolta.

 

 

  • Trovi difficile emergere come artista nel nostro Paese?
    Questa è davvero una bella domanda! Non penso che sia difficile, perché i mezzi per emergere in Italia ci sono e non sono pochi. Anzi, abbiamo il web dalla nostra parte che da poco tempo a questa parte sta spazzando via la TV. Abbiamo anche chi cerca di promuoverti o inserirti in certi ambiti. Abbiamo anche dei servizi che ci permettono di produrci da soli o di rendere le nostre tracce di buona qualità anche senza sapere cos’è un passa alto o un passa basso. Il problema più grosso sta negli ascoltatori. Mi spiego meglio: spesso se apri un video su YouTube e devi spenderci del tempo su questo video, capita che ci si lasci fortemente influenzare da quei numeri generati dal contatore ovvero dalle views e dai mi piace. Parametri che possono essere benissimo manipolati da chi prova invidia, da chi non vuole minimamente motivare chi c’è dietro la canzone (io “non mi piace” non lo lascio mai, se non mi piace chiudo e basta). Pensiamo che quei valori diano un valore alla canzone quando non per tutti le cose suonano allo stesso modo. Oltre a questo l’altro grande problema è che a nessuno, di piccolo, viene data l’opportunità di essere sentito, anche perché siamo veramente troppi a fare questa cosa. Ormai sempre più spesso vedo nella mia bacheca di Facebook di persone che rappano da qualche mese e che già fanno uscire il singolo studio con tanto di video ufficiale su YouTube. E magari il rapper si chiama MC Weed e la canzoni di chiama “Coca e Troie”. E magari quel rapper ha quindici anni. Sono un insieme di cose che influenzano troppo la possibilità di emergere che, ultimamente, si sta restringendo ai talent show oppure a chi ha soldi per sponsorizzarsi il video sul web con il web marketing.
    La morale della favola è che se non hai i soldi per farti il megafono allora rimani un piccolo pesce in un mare di pesci, tanti dei quali malati e che durano poco. E difficilmente diventi “Squalo” (il riferimento alla canzone di Guè è puramente casuale credetemi ahaha). Ah, una parte importante la gioca anche il luogo in cui vivi e chi frequenti.
  • In che senso è importante “chi frequenti”?
    L’esperienza mi insegna che gli amici non motivano un cazzo, almeno io non ho mai avuto amici che credessero in quello che facevo sul serio. Solo qualche “sfottò”. O comunque nessun “dai puoi farcela cerca di lavorare più su … e su …”.
    Pochissime persone invece mi hanno spronato ad arrivare dove sono adesso e, nonostante all’inizio non riuscissi neanche ad andare a tempo, credevano in me. E da chi me l’aspettavo invece…niente.

 

 

  • Oltre alla mancanza di motivazione da parte degli altri, che tipo di difficoltà hai incontrato durante il tuo percorso artistico?
    Le difficoltà che ho incontrato durante questo mio piccolo percorso non sono state poche. Inizialmente la difficoltà più grande è stata confidarmi con gli amici, infatti ho caricato il primo demo senza dire a nessuno che l’avevo caricato. Un po’ perché sapevo che non era un prodotto sufficientemente buono e poi sapevo che sarei stato deriso. Purtroppo la Toscana a livello di persone non è che offra molto, almeno per quello che ho imparato negli anni. Quando lo dissi inizialmente, come mi aspettavo, venni deriso quasi da tutti e si creò un clima in cui io mi chiusi e non dissi più niente a nessuno. Però poi, col tempo, hanno iniziato ad apprezzare i miei lavori. Solamente Bob (Filippo) ha sempre apprezzato quello che facevo.Le difficoltà successive hanno riguardato la crescita, visto che il mio canale era fermo sotto i cento iscritti e per quanto mi sforzarssi non riuscivo a farlo crescere, non riuscivo neanche a trovare il modo per far crescere quei numeri ma fu una difficoltà che si è risolta da sola col tempo, gli iscritti sono arrivati piano piano da soli. Infatti ho imparato che i risultati non si vedranno mai subito (a meno che non hai un bel calcetto nel culo da qualcuno) ma che ci vuole tempo. Le collaborazioni aiutano molto perché il tuo nome gira di più e anche l’essere umili è molto utile.

 

 

  • Ti è mai capitato di essere intralciato anche da altri artisti?
    Una volta, ero quasi arrivato ad arrendermi e meditavo di chiudere il canale. Tutto iniziò con un diverbio tra me ed Iv**, io risposi inizialmente a delle sue frasi che non mi piacquero per niente con “Hi Vin!” in cui ho mirato proprio a distruggerlo dal basso. Inizialmente tutto nella norma, le visualizzazioni salivano e i ‘mi piace’ con loro, qualche ‘non mi piace’ ma tutto okay. Se non fosse che dopo qualche giorno mi ritrovai quel video insieme ai quattro che lo precedevano PIENO di NON MI PIACE. Come se in una notte (perché ho il vizio di controllare le statistiche) 50/70 persone avessero aperto i miei video esclusivamente per mettere non mi piace il che è statisticamente IMPOSSIBILE. Inizialmente andai nel panico, ricaricai l’ultimo video cioè il dissing ma mi ritrovai dopo 6-7 ore nella stessa situazione! Quindi avevo capito che era un attacco mirato a danneggiare la mia immagine (wow sono così famoso ye). Indagai.
    Venne fuori un ragazzo di cui non dico il nome, che mi contattava su Facebook ogni tanto per chiedermi di collaborare, ma io inizialmente rifiutai. Lessi le ultime cose che scriveva, e iniziai a fare 2+2. Le sue affermazioni furono che era un admin di YouTube e che sarebbe stato capace di togliermi i non mi piace e di, addirittura, convertirli in mi piace. E già qua avevo capito che era lui ad attaccare i miei video. Stetti al suo gioco per un po’, poi disse che non era un admin ma un hacker e si contraddisse diverse volte. Mi ricattò addirittura, dicendomi che se non avessi collaborato con lui non li avrebbe tolti, io intanto me la ridevo e iniziai a parlare di denuncia. Insomma, tagliando corto, alla fine ragionando e parlando con lui confessò che aveva fatto tutto questo perché non avevo accettato di collaborare e pensava che l’avessi bloccato quando in realtà io avevo solo disabilitato i messaggi privati alla pagina con tutti. Mi chiese scusa e alla fine tolse tutto quanto. Una storia ai limiti dell’assurdo ringrazio solo di aver scritto dei post sulla pagina e di avergli scritto successivamente altrimenti ora chissà .. Pff, ragazzate.  Il problema degli emergenti è che va proprio così. Se dici di no, qualsiasi sia il motivo, è pieno di imbecilli che si disiscrivono oppure ti lasciano non mi piace perenni giusto per “punirti” e queste cose fanno veramente cadere le palle.

 

 

  • Cosa pensi, in generale, della scena rap italiana contemporanea?
    Parlando di quest’ultimo anno in particolare, perché è uno di quelli che più mi ha stupito, gran parte del mainstream è uscito con degli album allucinanti, vedi l’ultimo tape di Killa che, tra l’altro, anche nei vari feat che ha fatto ha scritto delle belle mine. Oppure quelli di Fibra e Marra (Squallor/Status). Anche quello di Guè, che però non ho sentito tutto, spacca. Insomma hanno rilasciato bei lavori artisti che fino a qualche anno prima mi avevano lasciato molto perplesso. 
    Questo perché ci stiamo sempre più avvicinando a suoni nuovi, finalmente in Italia si sta un po’ “rinfrescando” l’ambiente del Rap. E i rapper stanno sperimentando molto e questo mi piace.
    Poi in questi ultimi anni stanno emergendo anche diversi artisti dell’underground ed è bello vedere l’altro lato della scena che si espande. Ad esempio Mezzosangue, Gemitaiz e Madman (di cui ci sarebbe da parlare), En?gma, Noyz eccetera.
    Mi piace anche molto quando i vari producer organizzano i loro tape invitando vari rapper a parteciparvi.
    È una bella iniziativa che mi piacerebbe vedere più spesso anche nella zona degli emergenti tipo me. Ci sono diversi producer capaci e mi piacerebbe un sacco vedere fiorire progetti del genere.
    L’unica parte della scena che mi fa piangere davvero il cuore è quella relativa al talent show, ormai è un abitudine vedere rapper fra i concorrenti, ma va proprio contro la morale. Per non parlare della sigla di Lupin… 
    (Non voglio criticare nessuno ovviamente, parlo solo di morale ecco).

 

 

  • È arrivato il momento di parlare dei tuoi lavori.
    Devo dire che durante questi due anni ho scritto veramente tanto. Nel 2013 ho pubblicato ALONE (Demo registrato in modo veramente arrangiato), poi EMICRANIA (forse uno dei tape più completi, ma non fu sufficientemente buono). Nel 2014 invece ho pubblicato, a Marzo, Freest!le Carnage EP Vol. 1, un album di allenamento sia a livello di flow e metrica che di mixaggio; infatti mi aiutò molto a crescere. Poi arrivò MORTO di cui sono molto soddisfatto nel complesso, soprattutto per alcune tracce. Lo reputo uno dei miei lavori più genuini.
    Il mio problema, o forse non lo è, è che ogni mio tape lo reputo migliore di quello che lo precede. Forse perché maturo tra un album e l’altro, non saprei. In ogni caso nel 2014 ho scritto parecchio, infatti lavoravo ai due tape contemporaneamente. Il primo lo scrivevo per scazzarmi e vagare mentre il secondo nei momenti di serietà. 
    L’ultimo mio “figlioccio” (parola di un mio caro amico di Pescara) è stato Freest!le Carnage Vol. 2 (artwork by Polaskart, aka la mia ragazza).
    C’ho lavorato molto di più, curando in particolar modo il mixaggio. Il tape l’ho concepito subito dopo la pubblicazione di MORTO ma l’ho pubblicato solo a Giugno 2015. Differisce dagli altri anche per la metrica che spesso cambia tra un tape e l’altro (ma devo dire che mi sto stabilizzando ora) ma anche nella qualità dei testi e delle rime secondo me. È un tape in cui, oltre a divagare con la mente, ho voluto sprecare qualche parola sulle persone che non ci sono mai state e su chi, detto semplicemente, mi rompe i coglioni. L’album è uscito come al solito per Dangerous Sonum ma anche per Cerebro Editore che dovrebbe preoccuparsi adesso di stampare qualche copia fisica in un edizione molto molto limitata (circa 25-30 copie), inoltre con i download è andato molto meglio dei fratelli maggiori: ho controllato poco fa e sono arrivate a più di 450 che per me è un bel numerone! E le visualizzazioni complessive di tutto il tape superano le 10.000 quindi, che dire, grazie cazzo!
    È questo che intendo quando dico che il tempo ripaga!
    Prima di trasferirmi dalla mia ragazza ho rilasciato un inedito, Vuoto negli Occhi (per Cerebro Editori, artwork by Stefano Merlo) che parla e descrive gli ultimi traumi che sto passando. Piccola curiosità,  quando la registravo mi sono accorto di una cosa che non faccio spesso: impersonavo quel testo. È uno dei più crudi e sinceri che abbia mai scritto e al contrario del Sickz del 2013, adesso ho gli amici e qualche professore che mi ascolta, oltre ai miei genitori, e non mi interessa se adesso ascoltano i miei guai. Anzi, il fatto che li ascoltino mi rende sicuro che siano coscienti di ciò. Questo è un singolo e va preso come tale, dubito di inserirlo in un mio prossimo album, magari come bonus track, ma non ne ho idea.

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  • Quindi hai trovato un’etichetta che ti sostiene?
    Inizialmente mi sono autoprodotto, nel senso che mi occupavo io di far girare i miei video, della grafica del mio canale, del mixaggio, dell’attrezzatura e delle strumentali oltre che per cercare collaborazioni. Poi ho conosciuto un ragazzo che, dopo aver sentito il mio demo (Alone) divenne un’altro dei pochi (furono solo due) a credere che potessi fare qualcosa di buono in futuro. All’inizio mi dava consigli, poi realizzò la copertina di Emicrania.
    Poi, parlando, decidemmo di aprire un’etichetta indipendente chiamata Dangerous Sonum Record, avevamo le conoscenze e anche le basi per farlo. Chiedevamo solo che fossimo noi a selezionare chi potesse entrare e che la politica dell’etichetta era “Musica libera a portata di tutti” e quindi in Free download. Ovviamente, sapevamo che se in futuro avessimo fatto delle copie fisiche, dovevamo per forza di cose farle pagare ma avevamo stabilito il prezzo del materiale e della spedizione quindi circa sette euro o poco meno (anche perché il materiale costa molto, non potevamo stampare grandissime quantità, quindi il prezzo al pezzo è più alto). Il progetto continuiamo a coltivarlo e attualmente siamo diversi al suo interno, anche se di operativi ci siamo solo io, SICC SE7EN che è il rapper anglosassone del gruppo e Asztech (il mio amico, co-fondatore) che si è cimentato da un po’ nella produzione delle strumentali. Il beatmaker del gruppo! Ha prodotto infatti diversi miei beat e anche il remix di “Sempre di Più”. Spacca!
    Insomma, riassumendo, è partito tutto da me e Andrei (Asztech), che abbiamo aperto questa etichetta online e cercavamo persone che poi si sono anche proposte e valutiamo sempre delle new entry. Poi ci siamo allargati, Asztech ha iniziato a produrre le strumentali su cui ho anche rappato e ogni mio album è uscito con il logo DS stampato sopra. E speriamo un giorno di renderla ancora più forte e di imporci.
    Ultimamente ho firmato anche per la Cerebro Editori, che è un’etichetta vera e propria e ha anche la licenza di vendita. Il Carnage è uscito anche per quest’ultima ma solo come produzione esecutiva. Vedremo in futuro di fare qualcosa di più insieme, ma devo ancora inquadrarmi al suo interno per bene.
  • Stai lavorando su qualcosa di nuovo in questo periodo?
    Sinceramente ora come ora non sto lavorando su niente. Diciamo che spesso ho detto di lavorare a più cose e effettivamente ho pezzi già registrati inediti inseriti in degli album, ma è stato fatto tutto con superficialità. Penso di fare un repack e rilasciare quei pezzi a voi scegliendo i migliori, o forse aspetto di terminarli in futuro molto futuro. Alcune tracce non hanno la licenza per la strumentale, quindi è un problema produrli. In ogni caso non sto più lavorando a niente, anzi, mi sto concentrando su cosa voglio davvero fare e su come voglio realizzare il prossimo album. Voglio impiegarci più tempo ma voglio che abbia una bella tematica e che i testi siano ben curati. Al momento però non ho niente di pronto, niente in mente. Sto pensando molto però e cerco di curare un po’ il “marketing” e il mio personaggio.
    Forse, e dico forse, sentirete qualcosa quando avremo bisogno della coperta perché fa più freddo. Oh quello si che è un bel periodo! Amo l’inverno.

 

 

  • La domanda conclusiva, raccontaci di un aneddoto della tua carriera a cui sei particolarmente legato.
    Quando dalla cassa sentii per la prima volta la mia voce. Non stavo neanche a tempo forse e probabilmente la qualità del mix era pessima, però fu un’emozione unica e tutt’ora lo è. Quando registri un pezzo, lo mixi e ci spendi molto tempo per fare un lavoro pulito e curato, quando poi premi play e senti la tua voce uscire dalle casse o da quelle auricolari è sempre un’emozione molto forte per me, oltre che una soddisfazione. Infatti ad oggi penso cheil Rap sia una delle cose a cui più tengo, mi aiuta a sfogarmi oltre che a darmi quella dose di soddisfazione di cui tutti avrebbero bisogno.
    C’è chi disegna, c’è chi gioca e scala classifiche, c’è chi costruisce modellini e c’è chi scrive testi o piccole poesie. Indipendentemente da cosa si fa, penso che sia un emozione unica vedere il prodotto finito a cui abbiamo lavorato duramente nonostante difficoltà e tempo perso. Ne varrà sempre la pena.
    Riassumendo, il mio ricordo più bello è ogni volta che metto in play quel file mp3 in cui c’è la mia voce. E questo ricordo si ripete ogni volta che lo faccio.
    Ho mixato e esportato mp3 di altri artisti ma l’emozione che provo a sentire me è unica. Non voglio rischiare di sembrare molto sicuro di me e sfacciato, perché questa cosa l’ho provata anche con il primo registrato con la webcam. È una cosa legata all’inconscio forse, non saprei. È però una bella sensazione.
    “Oddio questo sono davvero io, ce l’ho fatta. L’ho fatto io.”

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Ringraziamo SICKZ per questa ricchissima intervista che ci ha permesso di conoscere un altro piccolo pezzo del vastissimo panorama emergente italiano. Se volete, potete continuare a seguire SICKZ e le sue nuove release attraverso Facebook, Twitter, Youtube e Instagram, e parlare direttamente con lui attraverso Ask. Trovate invece tutti i suoi lavori sui principali store online (Google Play, iTunes) e su Spotify.
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