ICE | Intervista al rapper e beatmaker torinese dei Triple Nine



Dopo averne parlato nell’intervista della settimana scorsa a Vedova Nera e nell’anteprima di oggi pubblicata Domenica scorsa, è arrivato finalmente il momento di conoscere meglio Ice e di parlare direttamente con lui per scoprire la sua storia, i suoi gusti musicali, la sua evoluzione artistica e i suoi progetti. Lasciamo adesso la parola ad uno degli artisti più promettenti della scena underground italiana contemporanea.

 

  • Raccontaci un po’ di te e della tua passione con la musica.
    Il mio legame con la musica è iniziato quando avevo circa 14 anni … su per giù.. diciamo che ero il classico ragazzino che preferiva starsene a casa invece di uscire e andare al campetto con gli amichetti di scuola, non ero un amante dello sport e sono ed ero un asociale. Posso dire che tutto è partito ascoltando le canzoni che mia madre metteva nello stereo mentre cuciva , mi piaceva ascoltare qualsiasi genere (come ora), ma in particolare il primo pezzo rap è stato “Mr Jackson” degli Outkast, che casualmente era una di quelle tracce che mia madre skippava sempre (ma sinceramente non sapevo che musica era quando l’ ascoltai) ma è da li che tutto è partito. Crescendo iniziai a muovere i primi passi facendo il beatmaker e all’ età di 18 anni il rapper. Sono ritornato in campo grazie e insieme a Vedova Nera da un anno, ho passato un brutto periodo ma ora sto bene anche grazie alla musica.
  • Di cosa parli nelle tue canzoni?
    Non ho un argomento prefissato, mi piace spaziare. Trovo sia bello non avere dei limiti a livello artistico, secondo me essere in qualche modo limitati è una lacuna: anche nella vita vengono imposti dei limiti e in molti casi vediamo “sempre le solite cose”.
  • Basandoti sulla tua esperienza, trovi sia difficile emergere nel nostro Paese?
    Difficile? …Sì, ma non impossibile. Dedizione, sacrificio e tempo passato a migliorare danno sempre i loro frutti. Passare tutto il tempo su Facebook invece ti fa marcire.
  • Quali difficoltà hai incontrato sul tuo percorso?
    Per me una difficoltà equivale a una sfida, è vero anche che sono un preso male, ma amo quando le cose sono difficili, perché quando le superi dici: “WOW! CI SONO RIUSCITO”
    Quindi considero le difficoltà più che altro come degli imprevisti che sicuramente riuscirò a superare.

 

 

  • Ci sono artisti in particolare da cui trai ispirazione?
    Ispirazione…Bhe sì, ma non a tal punto da ricopiare.
    Un artista che amo è Kurt Cobain, ma ascolto anche altri artisti come i Pantera, Manson; oppure nella scena rap ascolto moltissimo e stimo Salmo, Marracash, Nitro, senza togliere nulla a MadMan che a livello metrico è impressionante. Diciamo che non so risponderti a questa domanda, però posso dirti come nasce l’ispirazione, nel mio caso. Mi capita di svegliarmi e di avere una melodia in testa oppure, quando scrivo, le parole escono come se fossero suggerite; un esempio banale che ti potrei fare è l’album Light Side, scritto intorno alle tre di notte. Ecco tutto. 
  • Parliamo appunto dei tuoi ultimi lavori.
    L’ ultimo disco ufficiale è stato Light Side con Vedova Nera e con la partecipazione di un grande batterista come Michael Masci. All’inizio questo disco doveva essere solo una prova, ma quella prova ha portato live, più di 4000 download e più di 200 copie vendute con 62.000 visualizzazioni sul tubo. Sono soddisfatissimo e non mi sembra ancora vero, ma non ci siamo mai dati una tregua e, come ho detto prima, il tempo e la dedizione portano i loro frutti.

 

 

  • Ti autoproduci o sei sostenuto da un’etichetta?
    Questa domanda, secondo me, è la più importante. Riferendoci a Light Side, il disco è stato interamente prodotto da me: i beat del disco sono stati prodotto in due settimane, e in altre due settimane abbiamo registrato, scritto e missato tutto.
    Noi quindi ci autoproduciamo dalla A alla Z, dai beat alle grafiche, alle registrazioni, ai mix, ai mastering e anche per i video. Noi siamo in tre e in questo trio abbiamo un giovane ragazzo di nome SickOne che, a soli quattordici anni, si è spinto nella musica EDM e produce da mattina a sera senza fermarsi. Come ho detto prima, non abbiamo limiti, siamo nel 2015 dove chiunque e dico chiunque può fare qualunque cosa, quindi non bisogna avere pe rforza un’etichetta, ma bisogna essere principalmente l’ ETICHETTA DI SE STESSI, per dimostrare agli altri e a noi stessi cosa possiamo essere capaci di fare.
  • Al momento stai lavorando su qualcosa di nuovo?
    Certo! Sto lavorando con gli altri per il disco di Vedova Nera dal titolo Alone, poi sto lavorando al mio disco solista, Mentality soldier e SickOne sta ultimando il suo disco dal titolo Lucifer.
  • Quali sono le tue prospettive per il futuro?
    Magari far diventare questa passione un lavoro vero e proprio, senza ‘se’ e senza ‘ma’, e senza peli sulla lingua. Mi piacerebbe davvero molto e ci stiamo impegnando tutti molto per raggiungere questo obiettivo.
  • Raccontaci un bel ricordo legato alla tua carriera.
    Potrà sembrarvi scontato, ma ogni giorno che vivo da quando mi sono “svegliato” da quel periodo burrascoso, ogni ora, ogni beat, ogni canzone è un ricordo unico che porto dentro.

 

L’intervista ad Ice si conclude qui, rinnoviamo anche a lui il nostro in bocca al lupo per la sua carriera e per i suoi sogni; il suo vasto curriculum di produzioni ci fa capire che, fortunatamente, ci sarà ancora molto altro da ascoltare. Se volete continuare a seguirlo, potete farlo tramite la sua pagina Facebook, e attraverso il canale Youtube dei Triple Nine. Le nostre interviste tornano domani con un altro interessante rapper: SJ. Se volete recuperare l’intervista di ieri, potete leggere quella alla rock band The Dark Shines.

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