HAL | Intervista al rapper emergente napoletano

Nella storia della nostra rubrica, Napoli ci ha sempre regalato delle ottime perle musicali, soprattutto in campo rap (Lilo Frank o Monkey D, ad esempio), e anche stavolta non fa eccezione. Stiamo per conoscere Alfredo Fiore, in arte Halun giovane ragazzo napoletano, parte del Bull Tatoo Team. Nonostante la giovanissima età (diciotto anni appena) si dimostra abbastanza maturo sia attraverso le sue canzoni che attraverso le sue parole che leggeremo fra poco. Conosciamolo meglio attraverso le nostre domande, ma prima ascoltiamo Giorno 1, il suo singolo più recente.

 

  • Parlaci un po’ di te e raccontaci di com’è nata la tua passione per la musica e come ti sei avvicinato al rap.
    Io sono un rapper della scena napoletana classe ’97 , ho iniziato a fare musica e a cantare da piccolino, visto che mio padre, essendo un cantautore, mi ha trasmesso la passione per la musica già all’epoca. Invece il legame con la musica che faccio attualmente, ovvero il Rap, è iniziato quattro anni fa, quando conobbi dei ragazzi della mia età e più grandi che già lo praticavano ed io li aiutavo nello scrivere ritornelli e nel cantarli, poi ad un certo punto capii che avevo sbagliato strada, e che riuscivo a esprimere e far arrivare meglio alla gente quello che avevo dentro con il Rap. Insomma mi sono allenato quattro anni per dimostrare a tante persone che sono capace appunto di fare questa musica.
  • Quali argomenti possiamo trovare nei testi delle tue canzoni?
    Maggiormente tratto argomenti che mi riguardano, dipende dallo stato d’animo, faccio molto StoryTelling e parlo molto di me e di quello che vivo, ma allo stesso tempo di molti argomenti, quindi si può dire che sono un rapper Cross Over .
  • Pensi sia difficile emergere nel nostro Paese?
    Credo che sia difficile se hai un attitudine abbastanza seria e se hai davvero potenzialità, so che è strano perché dovrebbe essere il contrario, ma al giorno d’oggi non è così… Anche perché diversi personaggi diventano famosi tramite Facebook o altri Social attraverso stupidaggini davanti a un telefono cellulare, o magari i giovani più giovani anche di me seguono chi fa rap solo perché magari è belloccio o perché copia qualche americano.
  • Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato finora?
    La più grande difficoltà è stata l’inizio, perché magari nessuno ti conosce e sembra che tutto di un tratto tu sia diventato un rapper che magari agli altri ancora non piace, e la gente purtroppo sa solo parlare e non aspettare il miglioramento, ma va beh, ora magari riconoscono lo sbaglio.
  • Cosa pensi dell’attuale scena rap italiana?
    L’evoluzione della scena secondo me ha giovato molto al rap italiano, perché si sono creati molti stili diversi e che si erano sentiti davvero poco, ma che ora stanno andando forte (Es. Maruego) , per me sono usciti fuori rapper che valgono davvero e che meritano di essere lì dove stanno, a parte qualcuno che non mi piace sia per attitudine, sia per flusso, sia per liriche.
  • Parlaci un po’ dei tuoi lavori più recenti.
    Esattamente un anno fa è uscito un Mixtape dal nome I’llMakeIt che significa “Io ce la farò”, abbastanza personale e al solo scopo di prendermi una fetta di pubblico e mostragli la mia musica, come un annuncio: “Hal è un rapper”. Il tape è di sedici tracce con tre feat (pochi, appunto perché volevo parlare più di me che di altre cose), questo progetto è stato l’inizio di una serie di cose a cui ancora oggi sto lavorando.

 

 

  • Ti autoproduci o hai un’etichetta alle spalle?
    Non ho un’etichetta alle spalle ma un Team di lavoro: una persona che mi segue e che investe su di me, un Beatmaker, e un VideoMaker.
  • Stai lavorando su qualcosa di nuovo?
    In realtà sì, sto lavorando finalmente ad un disco vero, con dei beat solo miei prodotti dal mio Beatmaker , poi però più in là spiegherò tutto come si deve, perché ora non posso dare più anticipazioni di queste che ho dato ora.
  • Concludiamo con un aneddoto: raccontaci un bel ricordo legato alla tua carriera.
    Penso che uno dei più bei momenti sia stato quando ho passato le prime due selezioni di X-Factor dopo tanti sbattimenti. Poi la prima volta che sono salito su un palco con più di duemila persone sotto di me che urlavano il mio nome, prima del concerto di un rapper italiano venuto qui a Napoli.

 

 

La nostra intervista finisce qui, ringraziamo Hal per aver deciso di parlare con noi e gli facciamo un grande in bocca al lupo per la sua carriera! Se volete continuare a seguirlo potete farlo tramite la sua pagina Facebook e il suo canale Youtube, dove troverete tutto il suo mixtape I’llMakeItLe nostre interviste tornano domani con l’ultima intervista della settimana, anche stavolta conosceremo un rapper, Giostra.
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