Reddy-K | Intervista al rapper emergente bresciano



Concludiamo la nostra quarta settimana di interviste parlando con un ragazzo bresciano che vi consigliamo di tenere d’occhio: Reddy-KUna volta entrato in contatto con il rap, Reddy ha deciso di farne il proprio stile di vita. Nella nostra rubrica abbiamo parlato spesso del rap come mezzo di emancipazione, di unione, di espressione che sta conoscendo, in questi anni, una diffusione sempre più capillare fra le nuove generazioni. Il rap di Reddy è l’esempio perfetto dell’uso del rap come espressione del proprio animo e dei propri sentimenti: cose che, nell’era dei social e della connessione e comunicazione ormai isterica, è sempre più difficile esprimere spontaneamente. Un beat, una linea melodica e qualcosa da dire, questo è il rap. Reddy-K ci mette anche il talento e la voglia di fare. Lasciamo, adesso, che sia lui stesso a parlarci dei suoi pensieri e dei suoi progetti.

 

 

  • Parlaci un po’ di te e di come è iniziato il tuo legame con la musica.
    Sin da piccolo sono sempre stato un amante della musica, e infatti ha sempre fatto parte delle mie giornate. Sono cresciuto con la musica, essa è una parte di me che finalmente, dopo molto sudore e lezioni di canto, sono riuscito a esprimere attraverso le mie canzoni. Il mio vero legame con quest’ arte, vista come passione da portare avanti, è però iniziato quando sono venuto a contatto con le prime canzoni rap. Da quel giorno il rap è diventato per me un modo per sfogarmi e trasmettere alle persone che mi ascoltano i miei sentimenti e le parti più nascoste ed oscure di me. Con esso riesco a trasmettere quello che a parole, senza un beat sotto, non riesco a dire; forse perché la mia timidezza mi ha sempre impedito di farlo. Il rap è arte,è un modo di esprimersi completamente diverso dagli altri, il rap per me è uno stile di vita.
  • Di cosa parli principalmente nei tuoi testi?
    Nei miei testi io amo parlare di svariati argomenti quali l’ amore o la voglia di ribalta e di staccarsi da un mondo che oramai ci ha ridotto in catene. Non c’è un tema che amo maggiormente, tuttavia il messaggio che trasmettono quasi tutti i miei pezzi è quello della speranza, di credere in se stessi, di lottare per ciò in cui si crede veramente. Da qui anche il titolo del Mixtape a cui sto lavorando, My Way, ovvero la mia strada; penso che ognuno abbia la sua e penso che per arrivare fino in fondo bisogna crederci e lottare con tutti i propri mezzi. Col rap voglio cambiare il modo di pensare delle persone, a partire dall’ Italia.
  • Soffermiamoci appunto sull’Italia, trovi difficile crescere e farsi notare nel nostro Paese?
    Penso che, come in ogni ambito artistico, sia difficile farsi notare, ma nel caso del rap credo che lo sia ancora di più. Infatti il rap è iniziato a diventare popolare tra i giovani solo pochi anni fa, mentre in America lo era già da parecchio tempo, anzi è sempre stato un businnes da miliardi di dollari. Adesso, in Italia, si sta un po’ iniziando a pensare come oltreoceano, e sono sempre di più i giovani rapper che si mettono in gioco, e questo è un altro motivo per cui è difficile farsi notare. Ci sono milioni di talenti che aspettano di farsi scoprire e di realizzare il loro sogno ma, come in ogni cosa, solo quelli che se lo meritano davvero riusciranno a farcela. Io spero di essere uno di questi.
  • Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate finora?
    Bhe, prima di tutto ho passato parecchi mesi alla ricerca di un’ etichetta che mi permettesse di registrare i miei pezzi, e questo credo sia stato il problema principale, o meglio l’ unico che io abbia incontrato e che ha rallentato notevolmente il mio lavoro. A parte questo, di problemi dal punto di vista musicale o di scrittura dei testi non ne ho mai avuti. Come dico sempre nelle mie canzoni gli ostacoli ed i problemi bisogna cercare di saltarli, solo cosi si può ambire a qualcosa di più grande. Non esiste difficoltà che possa in qualche modo turbare e fermare l’artista. Lui sa ciò che vuole e continuerà a dare il meglio di sé finché non lo avrà.
  • Parlaci un po’ dei tuoi lavori più recenti, dell’ultimo in particolare.
    I miei lavori più recenti sono i nove/dieci pezzi che formano il mio Mixtape di cui vi ho parlato prima. Sono tutti pezzi con argomenti diversi ma collegati sempre al titolo del disco. Ho anche in serbo due tracce con una collaborazione di un artista pop a me molto caro, e anche molto bravo, che secondo me vale la pena ascoltare. Il lavoro più recente, pubblicato sul mio canale Youtube, è l’intro del disco, nella quale mi sfogo contro tutte le persone che si sono messe davanti per non farmi realizzare il mio sogno. Tutte le altre tracce sono gia completate e pronte per essere registrate e pubblicate sui miei vari social. Penso che una cosa, per essere fatta bene, debba avere dietro tanto lavoro e molto sudore. Presto uscirà la seconda traccia del Mixtape che, secondo me, è una canzone molto bella e con un significato importante, ma per ora non vi dico altro… .

 

 

  • Ti autoproduci o hai un’etichetta che ti sostiene?
    Come ho detto precedentemente, ho impiegato circa un paio di mesi alla ricerca di un’etichetta che producesse le mie canzoni. Finalmente, dopo molti sbattimenti e delusioni, ho trovato l’etichetta CJ RECORDS, di proprietà dei CBGODS, un gruppo di giovani rapper esordienti davvero niente male, capeggiati da B-Black, che hanno deciso di sostenermi. Non c’è neanche da dire che, se non fosse stato per loro, io sarei ancora alla ricerca di un’etichetta e, molto probabilmente, non sarei qui a rispondere a questa intervista. Il mio sogno però è quello di potermi autoprodurre un giorno, e di aprire una mia etichetta discografica. 
  • Hai già qualcosa di nuovo in progetto? E quali sono le tue aspirazioni per il futuro?
    Mentirei se dicessi di no, ho in progetto un EP appena finita la pubblicazione di questo Mixtape, e ho intenzione di pubblicare un disco digitale all’anno.
  • Quali sono le tue aspirazioni per il futuro?
    Per quanto riguarda la discografia, punto a realizzare un giorno un vero e proprio album, magari anche da poter vendere in copia fisica. Per quanto riguarda il lato lavorativo, come ho già detto prima punto ad aprire una mia etichetta che mi dia la possibilità di autoprodurmi e, per concludere, punto ad acquisire popolarità e a diffondere le mie canzoni e i miei progetti.
  • Raccontaci un bel ricordo legato alla tua carriera.
    Uno dei ricordi più belli per me risale sicuramente al giorno in cui ho ricevuto i primi complimenti e le prime parole di incoraggiamento a fare ciò che amo. Per me è stato davvero molto importante per dare una svolta alle mie aspirazioni…Una persona in particolare mi ha aiutato in questo e, sinceramente, io non lo dimenticherò mai, anzi, cercherò di ripagarla con le mie canzoni, perché la musica è il mezzo di comunicazione più diffuso al mondo, ed è quella cosa che anima le nostre vite. La musica oramai fa parte della mia.

 

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Reddy-K è una vera e propria macchina da guerra, siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di lui in futuro, perché la determinazione, la passione e il talento non mancano. Potete continuare a seguirlo tramite la sua pagina Facebook, su Instagram e sul suo canale Youtube.  Le nostre interviste tornano Lunedì, con altri interessantissimi artisti da scoprire. Se ve la siete persa, ricordate di leggere anche la prima intervista di oggi al pianista e compositore Davide Palazzo. Se invece volete recuperare le interviste di ieri, potete leggere quella al rapper napoletano Monkey-D e quella al cantautore veneziano Alessio Bellato.

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